.:: Macchia di Poggio ::.


Il paesaggio fisico di Poggio propone all’interno dei confini amministrativi il dualismo fra montagna calcarea e colline sabbiose-argillose: le prime occupano la parte orientale, le seconde quella occidentale.
Le quote maggiori sono raggiunte nella zona est e nord-est dell’isola: quella massima si trova, per la precisione, sul versante occidentale del Monte S. Pancrazio, dove il confine con Calvi e Stroncone si spinge quasi sino alla vetta (1027 m). Il versante occidentale del Monte S. Pancrazio, dapprima piuttosto acclive, si addolcisce attorno agli 800 m, quindi si protende verso Poggio, con la cima smussata e tondeggiante del Monte Scetelle (o Cetelle o Acetelle) (801 m) il secondo rilievo, per altezza, dell’isola.
A nord dello Scetelle, oltre l’incisione del Fosso Aravecchia, si erge il Monte Perello (676 m). Il confine con Narni corre sulla sua vetta e, proseguendo in direzione nord-ovest, su quella del Monte Oriolo (619 m). Questi rilievi digradano verso la parte occidentale dell’isola in maniera alquanto articolata.

Veduta aerea della macchia Cartina della macchia Veduta della macchia

Dopo essersi innalzato a 492 m con lo sprone costituito dal Colle del Tiglio, il Monte Scetelle raggiunge con miti pendenze il Fosso della Spinarola a sud e quello dell’Aravecchia ad ovest. Questi due corsi d’acqua corrono in avvallamenti rispettivamente a nord ed a sud della collina che ospita l’abitato di S. Maria; ad ovest di questo un avvallamento, solcato dal Fosso l’Aia, porta ad un’altra groppa collinare, Colle del Sole. Spostandosi in direzione di Otricoli si incontra un nuovo ristretto assolcamento in cui scorre nuovamente il sinuoso Fosso Aia.
Il Monte Perello ed il Monte Oriolo digradano in maniera altrettanto articolata: il loro versante occidentale si distende dapprima in dolci pendii, quindi si innalza in sproni tondeggianti che, con pendenze piuttosto elevate, giungono al corso dell’Aravecchia.
L’isola presenta quindi una morfologia divisa in due parti ben distinte dal tracciato della provinciale Calvese che, ad ovest si snoda a ridosso della zona con le pendenze più elevate e dai caratteri decisamente montuosi, mentre ad est costeggia quella della morfologia più dolce. La provinciale individua anche il confine geologico fra la parte calcarea e quella sabbioso-argillosa.

Veduta della macchia Veduta della macchia Veduta della macchia

L’idrografia è imperniata sul Fosso Aravecchia; tale corso d’acqua si origina nell’avvallamento che divide i versanti del Colle di Vasciano (925 m) e del Colle Ventatoio (909 m); giunto a sud di Poggio piega verso nord-ovest, quindi riceve, presso Ponte Arverino, le acque del Fosso dell’Inferno (che segna per un tratto il confine nord-ovest con Narni). A partire dalla confluenza piega questa volta verso sud, costeggiando il Colle di S. Maria; con il nome di Torrente l’Aia, raggiunge poi il confine con Calvi, infine prosegue verso il territorio di Otricoli.
Da segnalare è pure il Fosso della Spinarola che, segnato il confine con Calvi, confluisce nel Torrente l’Aia poco a sud di S. Maria.

Veduta della macchia Veduta della macchia

La vegetazione spontanea presenta una distribuzione ineguale. Anche in questo caso la provinciale per Calvi funge da confine; ad ovest il bosco è presente in lembi isolati mentre ad est le zone montuose sono fittamente boscate: il bosco riveste interamente i versanti dei rilievi orientali dove, oltre alle latifoglie (lecci, carpini, roverelle, aceri) è da segnalare la presenza di discrete estensioni di Aleppo (Pinus halepensis), sui versanti del Colle Roncione (478 m), poco ad est di Poggio. La copertura boschiva si presenta uniforme; solo in alcune limitate zone della parte nord dell’isola si dirada, lasciando spazio ad esigui pascoli che sarebbe più corretto definire boschi radi.