I Castello di Poggio di Otricoli, si caratterizza sostanzialmente per due motivi: il primo, per la residua composizione della cinta muraria, il secondo, per avvolgere un borgo popolato da poche decine di abitanti.
Per quanto attiene la composizione , particolare posizione é assunta dalla presenza di un “dongione” , edificio quadrangolare di grandi dimensioni posto nella parte alta, da cui prendono avvio i due rami della cinta.La sua presenza impersona l’archetipo delle fortificazioni racchiudendo i valori simbolici politico-religiosi oltre quelli di estrema difesa per gli abitanti.

Il doppio significato religioso e difensivo assunto nel corso della storia , si ravvisa ancora nelle distinte funzioni del “pomerio” (Spatium ubi nec habitari nec arari fas erat”), che rappresentava lo spazio sacro lasciato libero da entrambi i lati delle mura dove non si poteva, in epoca romana, arare e costruire abitazioni intorno ad esse. Detto recinto definiva, quindi la cittadella come entità urbanistica condizionandone , teoricamente, lo sviluppo dei volumi e la riduzione delle infrastrutture urbanistiche. Le mura poi, interrotte da 7 piccole torri disposte nei punti strategici per sfruttare la morfologia del terreno, e raccordate da cortine murarie “mesopirgi” delimitavano, fino a qualche decennio fa, il limite del costruito rispetto allo stupendo paesaggio naturale e agricolo in cui Poggio é immerso. Il contatto tra questi habitat separati dalla cinta muraria , era affidato alle due porte del borgo, ubicate una in alto e l’altra in basso. Un’altra importante notazione del castello é la qualità della struttura e della morfologia urbana che sottolineano la datazione medievale della sua edificazione, con l’accentramento del potere in un primo tempo e, solo successivamente , destinato a nucleo abitativo. L’impianto Medievale , a forma di nocciolo compatto, si caratterizza per l’evidente andamento della trama viaria, che negli esempi italiani più significativi (Perugia ,Siena, Todi, S.Gimignano , solo per citarne alcuni) , risulta essere sempre ad andamento curvilineo el() irregolare.Anche per Poggio la scelta del sito nell’antichitâ remota , oltre al soddisfacimento delle necessitâ produttive primarie, doveva garantire le esigenze di un insediamento salubre che offrisse possibilitâ defensive, sia degli elementi naturali., sia dagli uomini nemici.

Si sa che dall’ordinamento teocratico a quello laico-militaristico prima si struttura la cittâ funzionale, flessibile e aperta , poi intervengono le barriere naturali e artificiali fortificate.  Per Poggio di Otricoli le scelte urbanistiche hanno definito la perimetrazione e sistemato le mura e le porte secondo esigenze complementari e geomorfologiche. L’impianto visionato da una carta del catasto gregoriano del 1820 denominato Stato Ecclesiastico Provincia dell’Umbria Delegazione di Spoleto Governo di Narni e Comune di Otricoli, risulta organizzato su un nucleo centrale, il cosiddetto “pomerio” dove la chiesa ,nel caso di Poggio, e gli spazi aperti e comuni trovano una sede sicura in un labirinto di strade attraverso il quale penetra facilmente ii cittadino the le conosce. Hanno importanza psicologica in genere i luoghi di incontro , comprese le porte e anche le mura. L’impianto spaziale medievale di Poggio non concede una classificazione per categorie, é una combinazione di elementi nelle possibili variabili: il nucleo é funzionale e porta il segno della invenzione individuale. Negli ultimi duecento anni, nel borgo non si sono avute forti speculazioni di matrice meramente economica, e l’analisi attraverso le carte lo dimostra ampiamente, anche se qua e là, la mano dell’uomo disattento ha creato alterazioni.